La deposizione di Marco Poggi, fratello di Chiara, sul delitto di Garlasco che ha riguardato, purtroppo, sua sorella è stata significativa e genera molti dubbi anche oggi, a più di un anno in cui è stata effettuata e registrata. Tra le tante domande fatte dagli inquirenti c’è anche il passaggio sull’ormai famosa “impronta 33”. Marco non ritiene che quell’elemento, da solo, lo convinca della fondatezza della nuova pista investigativa. Il fratello della 26enne uccisa in casa sua, in via Pascoli, ha ricordato che Sempio frequentava abitualmente la loro casa, perché era un suo amico e che, proprio per questo, la presenza di sue eventuali tracce nell’abitazione non gli appare di per sé sorprendente.
Anche Quarta Repubblica , talk di approfondimento di Rete4 , si occupa del caso e fa ascoltare stralci di quell’interrogatorio. La pm di Pavia illustra la prova a Marco Poggi e dice: “Una delle impronte del vano Scala è in particolare questa impronta qui (gli mostra la 33, ndr), che si trovava proprio sopra il… diciamo… tra il terzo e il quarto gradino della scala, quindi proprio la posizione in cui era inizialmente Chiara prima di scivolare giù. Questa impronta è stata attribuita con certezza ad Andrea Sempio”. Marco Poggi, laconicamente, annuisce: “Ok”.
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L’inquirente prosegue: “Con certezza. Su questa, al contrario del DNA, non ci sono dubbi. Questa è proprio con sicurezza l’impronta di Andrea Sempio. E quindi, proprio per questo, per noi è rilevante sapere… “. Marco Poggi, allora, dice la sua: “Io confermo quello che ho detto prima, nel senso che è possibile che siamo andati giù in cantina, è possibile che siamo andati tutti, nel senso che ho portato tutti. Più di questo, onestamente, non… non è possibile ricordare. È impossibile, sono passati… ma anche se me lo chiedevate nel 2007, probabilmente, non potevo avere il ricordo certo se eravamo scesi o no. È possibile, cioè nel senso non lo vedo improbabile”.
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